La sconfitta della Sinistra alle ultime elezioni politiche ha lasciato delle ferite profonde. L’impatto sul popolo della Sinistra è stato così violento da non lasciare spazio che alla delusione. Una volta il day after elettorale era dedicato alle analisi politiche, al conteggio dei voti. Oggi non più. Eppure se ci dedicassimo a questo apparentemente inutile esercizio, scopriremmo qualche sorpresa, ma sorpresa non è per chi è più abituato ai fenomeni veri che alle finzioni sceniche. A Civitavecchia, ad esempio, la Sinistra l’Arcobaleno con il 6,5% ha raddoppiato i voti ottenuti a livello nazionale. Alle provinciali Gino De Paolis, candidato per la Sinistra Arcobaleno, con circa il 12 % delle preferenze è risultato il primo degli eletti, confermando quel dato che vede la forte presenza della sinistra in questo territorio da almeno dieci anni. Enrico Luciani consigliere regionale per la Sinistra Arcobaleno e presidente della Compagnia portuale di Civitavecchia è uno degli artefici di questo successo.
Luciani, quale è il segreto di questa importante affermazione?
«La presenza del partito al fianco dei lavoratori è stato senza dubbio il motivo principale del nostro successo. Insieme alla Compagnia portuale e alle altre realtà produttive presenti sul territorio abbiamo lavorato nella stessa direzione per la salvaguardia dei diritti, per un’ occupazione più stabile, impegnandoci in battaglie per la qualità del lavoro. Allo stesso tempo abbiamo costruito da una parte un collegamento costante tra istituzione e territorio, dall’altra una coesione con le forze della sinistra».
L’unione tra voi e i lavoratori dimostrerebbe, dunque, che gli operai votano ancora a sinistra?
«Certo, non potrebbe essere diversamente. In generale però, i nostri elettori delusi nelle aspettative riposte dopo la vittoria del 2006, oggi hanno bocciato una politica che ha visto la sinistra vittima di una trappola “mortale”, ordita da chi, attuando la politica dei due tempi, non ha nei primi diciotto mesi del governo Prodi realizzato nessuno dei punti concordati nel programma. La situazione subisce infatti una violenta accelerazione nel momento in cui dai nostri rappresentanti veniva chiesto un impegno del governo ad indirizzare maggiori risorse (tesoretto) verso lavoratori, precari e pensionati. Qui scatta la trappola di Mastella e Dini, pochi giorni dopo la dichiarazione di Veltroni di correre da solo alle prossime elezioni, lasciando la sinistra dopo la caduta del governo Prodi con il fatidico “cerino in mano”».
Esiste un modello Civitavecchia da dove la sinistra potrebbe ripartire?
«La nostra forza è stata la ricerca continua ed umile del contatto con i lavoratori e movimenti facendoci portavoce delle loro necessità. Questa è stata una delle motivazioni che ha penetrato trasversalmente l’elettorato civitavecchiese. Se in questa “debacle” generale Civitavecchia non soltanto resiste ma avanza, allora vuol dire che il modello funziona. Significa che nel territorio è presente una classe dirigente che sa mettere da parte personalismi, divisioni interne e settarismo, mettendosi al servizio dei cittadini. Siamo partiti da queste basi trovando in campagna elettorale un sincero entusiasmo nei confronti della sinistra Arcobaleno e del candidato Gino De Paolis».
Come è avvenuta la scelta del candidato?
«In questa fase difficile bisognava partire da candidature che avessero un forte radicamento locale. Quindi bisognava abbandonare la nomenclatura e dare spazio a quei compagni che sui territori avevano dato dimostrazione di aver fatto un percorso a fianco di movimenti e lavoratori. E’ nata così la candidatura alla provincia di Gino De Paolis. Per due elezioni consecutive è risultato il primo degli eletti di Rifondazione comunista apprezzato per il suo lavoro e per le sue qualità umane».
19 Aprile 2008 – tratto dal sito del PRC/SE